Intolleranze Alimentari


Intolleranza alimentare significa qualsiasi reazione ostile al cibo, diversa dall’allergia alimentare.

Nell’intolleranza il coinvolgimento del sistema immunitario non è stato dimostrato perché i test cutanei e gli altri esami per le allergie risultano negativi. Ciò non esclude la possibilità che le reazioni immunitarie siano coinvolte in un modo o in un altro, ed è possibile che esse siano un fattore primario nella produzione dei sintomi.

L’intolleranza alimentare non ha un tipologia definita di sintomi, infatti si presenta in ogni paziente in modo diverso, sia per il tipo di sintomo che per il tipo di cibo che lo provoca. Quindi è importante ribadire che non c’è un evidente meccanismo cui si possa imputare la reazione come succede nel corso delle allergie.
L’intolleranza alimentare è un tema complesso e non soggetto a generalizzazione.
Mentre la reazione allergica è immediata la reazione da intolleranza è più lenta a manifestarsi; spesso i cibi colpevoli sono alimenti che consumiamo regolarmente. L’intolleranza alimentare è molto più insidiosa dell’allergia e spesso è difficile da rilevare poiché i sintomi sono inizialmente molto blandi e vanno peggiorando con il tempo.

Esistono comunque eccezioni, poiché in alcuni casi, un influenza, una diarrea, l’uso di farmaci, ecc., può suscitare l’intolleranza.
L’allergia alimentare generalmente rimane per molti anni, spesso per tutta la vita, anche se il cibo incriminato viene evitato scrupolosamente.

L’intolleranza alimentare scompare se l'alimento non viene assunto, tuttavia può ricomparire se quel cibo viene consumato regolarmente.
I sintomi da intolleranza alimentare sono estremamente vari, e colpiscono quasi ogni apparato corporeo. Al fine di evidenziare un’intolleranza alimentare esistono vari test, però l’unico test in vitro eseguito sul sangue, che dopo anni di esperienza si è rivelato essere il più attendibile.



Nelle ultime settimane si è sentito spesso parlare dei test per le intolleranze alimentari, incriminandoli ingiustamente e con accuse infondate. Titoli passati sulle prime pagine dei quotidiani non aiutano a sfatare i dubbi che sorgono sulla misteriosa morte di una ragazza dopo aver eseguito un test in una clinica privata di barletta: "paziente morta dopo test per le intolleranze alimentari" - "tragedia a Barletta: muore ragazza di 29 anni dopo un test sull'intolleranza alimentare". Cerchiamo di fare chiarezza su questo infausto episodio: il 24 marzo una ragazza di 28 anni è morta per la presunta ingestione di sorbitolo "contaminato", acquistato su internet da una clinica privata pugliese, non certificata. Oggi sembra che la polvere ingerita fosse in realtà nitrito di sodio, tossico per l'uomo se ingerito in grandi quantità e comunemente usato come conservante negli insaccati dell'industria alimentare.